Errori ortografici ricorrenti: cosa significano e come aiutare il bambino a correggerli

Errori ortografici ricorrenti: cosa significano e come aiutare il bambino a correggerli

Gli errori ortografici non vanno tutti interpretati nello stesso modo.

Alcuni errori fanno parte del normale percorso di apprendimento della scrittura, altri invece possono indicare la presenza di fragilità più profonde legate alla consapevolezza fonologica, alla memoria verbale o alla mancata acquisizione delle regole ortografiche.

Comprendere la natura degli errori significa poter intervenire in modo mirato, senza allarmismi ma con consapevolezza.

Errori tipici e segnali che meritano attenzione

Nei primi anni della scuola primaria è normale incontrare alcuni errori, soprattutto durante la classe prima e nella prima parte della seconda.

Questi errori fanno parte del processo di automatizzazione della scrittura e non indicano necessariamente la presenza di un disturbo.

Errori ancora compatibili con l’età e la fase di apprendimento

- uso instabile dell’H nei verbi (ha/a)
- difficoltà nei raddoppiamenti consonantici
- incertezze nelle regole CE/CI – CHE/CHI
- confusione tra CU/QU
- separazioni o fusioni tra parola funzione e parola contenuto (es. "del amico", "almattino")

Sono errori che, con la pratica e un adeguato lavoro didattico, tendono generalmente a ridursi entro la fine della seconda classe della scuola primaria.

Errori che meritano attenzione

Quando un bambino presenta numerosi errori ortografici dalla seconda classe in poi, soprattutto se ripetuti e incoerenti, è utile approfondire la situazione.

Alcuni esempi sono:

- errori fonologici persistenti, tra gli indicatori più significativi di rischio
- separazioni illegali interne alla parola (es. "lac asa")
- parole scritte ripetutamente in modi diversi
- errori già affrontati didatticamente ma non automatizzati
- difficoltà nel controllare il testo durante la rilettura

Questi segnali non indicano automaticamente la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, ma richiedono osservazione e, se persistenti nonostante un intervento mirato, una valutazione specialistica.

Errori fonologici e non fonologici: cosa indicano davvero

Questa è la distinzione principale per comprendere l’origine delle difficoltà ortografiche.

Errori fonologici

Sono gli errori più significativi perché riguardano la capacità di trasformare correttamente i suoni in segni grafici.

Indicano difficoltà nella consapevolezza fonologica, nell’analisi dei suoni o nella loro elaborazione in memoria di lavoro e possono riflettere una difficoltà nel collegare correttamente i suoni del linguaggio ai corrispondenti segni grafici.

Esempi tipici:

- tavolo → tavlo
- prato → parto
- scarpa → sarpa
- gamba → gampa

In pratica sono tutti quegli errori che riguardano sostituzioni, inversioni, omissioni o aggiunte di lettere.

Sono errori che dovrebbero progressivamente ridursi entro la fine della seconda classe della scuola primaria e che, se persistenti anche in terza, meritano particolare attenzione.

Errori non fonologici

Riguardano le regole ortografiche e sono maggiormente legati a:

- memoria verbale
- attenzione
- automatizzazione delle regole
- esposizione alla lingua scritta

Esempi:

- CE/CI – CHE/CHI
- GLI/LI
- QU/CU
- raddoppiamenti consonantici

Sono errori frequentemente osservabili nelle prime fasi dell’apprendimento, ma se molto numerosi e persistenti oltre la seconda primaria possono essere indicativi di una difficoltà nella cosiddetta via ortografica.

L’autocorrezione: una competenza che cambia tutto

Per ridurre gli errori ortografici non basta esercitarsi: il bambino deve essere guidato a riconoscere e correggere i propri errori.

La capacità di autocorrezione rappresenta un indice evolutivo molto importante e può essere insegnata attraverso strategie semplici e graduali.

Come svilupparla concretamente

- guidare la rilettura di ogni riga da destra verso sinistra, così da ridurre la tendenza a ripetere mentalmente ciò che si pensa di aver scritto e aumentare la probabilità di individuare gli errori
- indicare alla fine di ogni riga il numero degli errori presenti senza evidenziarli
- utilizzare sistemi di siglatura semplici (es. F = fonologico; O = ortografico; S = separazione/fusione)
- evitare di correggere sistematicamente al posto del bambino
- insegnare piccole routine di controllo (cerchiare le parole dubbie, controllare le doppie, rileggere a voce bassa le parole più difficili)
- favorire un clima emotivo non punitivo: l’errore è un’informazione, non un fallimento

Quando il bambino sviluppa gradualmente la capacità di controllare il proprio scritto, l’ortografia tende a migliorare in modo più stabile ed efficace.

Quando è il caso di approfondire

È utile una valutazione specialistica quando:

- gli errori fonologici sono frequenti in seconda o terza primaria
- gli errori non fonologici non diminuiscono nel tempo
- la scrittura è poco automatizzata o molto lenta
- il bambino non riesce ad autocorreggersi anche se guidato
- vi è una forte variabilità tra compiti diversi
- il bambino manifesta frustrazione o tende ad evitare le attività di scrittura

Una valutazione non è un’etichetta, ma uno strumento per comprendere meglio le difficoltà del bambino e individuare strategie di intervento adeguate.

Come intervenire: strategie pratiche

Il percorso deve sempre essere costruito sulle specifiche caratteristiche del bambino.

Possono risultare utili:

- attività di potenziamento della consapevolezza fonologica
- esercizi graduati sui raddoppiamenti, digrammi, GLI/LI e QU/CU
- attività sulla memoria verbale di lavoro
- dettati ragionati e dettati con difficoltà crescente
- lettura ad alta voce e lettura condivisa
- giochi linguistici (tombole fonologiche, cacce all’errore, flash-card ortografiche)
- dare ampio spazio ad attività di dettatura e autodettatura, poiché richiedono al bambino di riflettere attivamente sulla struttura delle parole e risultano generalmente più efficaci delle sole attività di copiatura nel consolidamento delle competenze ortografiche

Interventi brevi, frequenti e motivanti risultano generalmente più efficaci rispetto a lunghe attività ripetitive.

Officina Ortografica: un supporto operativo per bambini e insegnanti

Il libro Officina Ortografica di Edizioni Dorotea nasce proprio per aiutare bambini e insegnanti ad affrontare le difficoltà ortografiche in modo concreto e sistematico.

Il volume propone attività graduate e progressive, esercizi mirati sia agli errori fonologici che non fonologici, schede ad alta leggibilità e percorsi brevi e motivanti. Una particolare attenzione è dedicata anche allo sviluppo delle competenze di autocorrezione.

I materiali sono pensati per essere facilmente utilizzati sia a scuola sia nei percorsi di potenziamento e trattamento.

L’obiettivo non è soltanto ridurre il numero degli errori, ma aiutare il bambino a comprendere meglio il funzionamento della lingua scritta e a sviluppare strategie autonome di controllo.

Conclusione – Gli errori sono informazioni, non etichette

Gli errori ortografici sono segnali preziosi.

Ci aiutano a capire quale abilità è ancora fragile, quali competenze devono essere consolidate e quali strategie possono risultare più efficaci.

Con un lavoro mirato, strumenti adeguati e una guida competente, molti bambini possono migliorare significativamente le proprie competenze ortografiche, acquisendo maggiore autonomia, sicurezza e fiducia nelle proprie capacità di scrittura.

Emanuele Gagliardini
Psicologo e psicoterapeuta dell’età evolutiva · Giugno 2026

 

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